Przemiana wewnętrzna i poszerzanie świadomości moralna percepcja

Kon­spekt wykła­du:
1. Trans­i­tion Towns — prze­mia­na wewnętrz­na
2. Moral­na per­cep­cja — Rudolf Ste­iner
3. Doświad­cze­nia gra­nicz­ne i prze­ży­cia mistycz­ne — Jakub Böh­me i Masa­no­bu Fuku­oka
4. Alan Wat­ts — misty­cy i poczu­cie jed­no­ści z Wszech­świa­tem
5. prak­ty­ki ducho­we: medy­ta­cja, posty, ćwi­cze­nia odde­cho­we, joga, tan­tra…
6. halu­cy­no­ge­ny i sza­ma­ni­zm
7. głę­bo­kie związ­ki z rośli­na­mi i grzy­ba­mi… rów­nież fau­ną.
8. kościół Aja­Ła­ski


↑ The Secret Life of Plants is a book writ­ten by Peter Tomp­kins and Chri­sto­pher Bird, publi­shed in 1973. It is descri­bed as “a fasci­na­ting acco­unt of the phy­si­cal, emo­tio­nal, and spi­ri­tu­al rela­tions betwe­en plants and man.” Essen­tial­ly, the sub­ject of the book is the idea that plants may be sen­tient, despi­te the­ir lack of a nervo­us sys­tem and a bra­in…
 It was the basis for this 1979 Docu­men­ta­ry of the same name, with a sound­track espe­cial­ly recor­ded by Ste­vie Won­der.

Komentarze

  1. Żyją­ca pla­ne­ta — Marek Aure­liu­sz
    Tut­te le cose sono in­ter­con­nes­se in un le­ga­me sa­cro che le uni­sce, tal­ché giu­sta­men­te si può dire che nes­su­na sia estra­nea all’uomo. Esse, in­fat­ti, sono or­ga­ni­ca­men­te coor­di­na­te e si­mul­ta­nea­men­te con­cor­ro­no all’ar­mo­nia dell’uni­ver­so. Uni­co è dun­que il mon­do, co­sti­tui­to dall’or­di­ne in cui tut­te le cose sono di­spo­ste, uni­co il dio che le per­va­de, uni­ca la so­stan­za, uni­ca la leg­ge, uni­ca la ra­gio­ne che ac­co­mu­na tut­ti gli es­se­ri pen­san­ti, e uni­ca la ve­ri­tà, poi­ché uni­ca è la per­fe­zio­ne di tut­ti i vi­ven­ti, che han­no la me­de­si­ma ori­gi­ne e la stes­sa ra­gion d’es­se­re (VII 9). Pen­sa all’uni­ver­so come ad un uni­co es­se­re vi­ven­te che rac­chiu­de una sola so­stan­za e una sola ani­ma, ri­flet­ti come tut­te le sen­sa­zio­ni sia­no as­sor­bi­te in una sua uni­ca sen­sa­zio­ne, come tut­to si com­pia in vir­tù di un suo uni­co im­pul­so, come ogni cosa con­cor­ra alla na­sci­ta e alla vita di tut­te le al­tre in un in­trec­cio co­mu­ne di cau­se e di ef­fet­ti (IV 40). Pen­sa che an­che il più pic­co­lo fat­to è ne­ces­sa­rio e uti­le all’in­te­ro uni­ver­so, di cui tu non sei che una par­te, e che alla con­ser­va­zio­ne dell’uni­ver­so con­cor­ro­no e tra­sfor­ma­zio­ni de­gli ele­men­ti e dei loro com­po­sti (II 3). Tut­ti col­la­bo­ria­mo a un uni­co fine, qua­li con lu­ci­da co­scien­za, qua­li in­con­sa­pe­vol­men­te, e – come dice Era­cli­to – an­che dor­men­do la­vo­ria­mo e con­tri­buia­mo a tut­to ciò che ac­ca­de nell’uni­ver­so, chi in un modo, chi in un al­tro, e per­si­no chi cri­ti­ca gli even­ti o cer­ca di con­tra­star­li e d’im­pe­dir­li, poi­ché il mon­do ha bi­so­gno an­che di gen­te si­mi­le (VI 42). Ciò che ac­ca­de a cia­scun in­di­vi­duo è uti­le all’uni­ver­so in­te­ro. Se si ri­flet­te at­ten­ta­men­te si ve­drà come ciò che è uti­le a un uomo lo sia an­che a tut­ti gli al­tri, in­ten­den­do “uti­le” in sen­so ge­ne­ra­le, cioè ri­fe­ri­to alle cose che di per sé non sono né buo­ne né cat­ti­ve (VI 45).

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